Archivio di post dal giugno 2015 all'aprile 2016.
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Giovani e vecchi

Ricordo che mio padre, da buon contadino, prima di sedersi a tavola provvedeva sempre agli animali: solo quando loro avevano mangiato, che fossero mucche, cani o gatti, si mangiava noi.
Quando gli animali erano a posto e i loro bisogni accuditi, l'umano si fermava e provvedeva a se stesso.

Persone sagge

Questi ultimi giorni ho auto modo di parlare e di incontrare due persone sagge.
Due persone che si stanno approssimando al nostro cammino e che, fin dall'inizio, si sono poste la questione di una pratica e di una relazione con altri praticanti.
Ho consigliato loro la pratica dello zazen, cercando nelle loro città qualche gruppo di praticanti; ho suggerito di costruire relazione con altri che con la via interiore, o con il nostro Sentiero, si misurano.
Nessuno procede da solo e tutti gli asini cadono, si fanno del male e fanno male agli altri.

La gioia più grande

Pur nella limitatezza dei mezzi e del sentire
si dischiude alla comprensione
l'intenzione del creatore,
l'intima natura del reale
diviene evidenza.
Non conosco gioia più grande.

Lo sguardo del monaco e dell'eremita

Ci sono termini che sono archetipi e non possono essere cambiati perché rimandano a questa o a quella religione.
Monaco: colui che nella responsabilità del proprio esistere ricerca l'unificazione interiore, l'unità con l'Assoluto.
Eremita: il monaco che sceglie di vivere appartato dal mondo.
Il monaco-eremita è attraversato dai fatti: ciò che accade non è suo, è una sequenza di fatti che producono esperienza, inducono consapevolezza, germogliano in comprensione.
Il monaco-eremita dedica la propria esistenza e la totalità delle proprie energie a questo.

Domande, risposte e porte bussate

La ricerca prima e la realizzazione poi della vita nel sentire, ci ha condotti molto lontano dal mondo, dai suoi riti e dai suoi valori.
Mi ha colpito oggi la notizia della morte di Gianmaria Testa, una di quelle persone che vivono esprimendo i valori del loro interiore, lontana anni luce dal rumore delle menti e della loro vacuità.
La vita protesa al sentire e immersa in esso, ci ha condotti a sviluppare l'esperienza in quest'eremo e a ricercare una stabilità nella routine dei giorni e una profondità nella consapevolezza di ogni presente, di ogni fatto e accadere.

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