Archivio di post dal giugno 2015 all'aprile 2016.
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Siamo spacciatori di stati e di mondi?

Illusionisti.
Sono stato un illusionista? Ho creato ad arte stati, atmosfere? Si.
Con intenzione manipolatoria? No, credevo fosse giusto farlo, credevo che il sentire vissuto andasse condiviso mettendo gli altri nella condizione di potersi sintonizzare con lo sperimentato di quel momento, con l'atmosfera che noi contribuivamo a creare.
Oggi non lo faccio più? Solo per brevi cenni, piccole limitate parentesi.
Perché? Perché non sono un illusionista e ciò che posso portare, donare, è una vita, uno sguardo sul vivere, una testimonianza discreta, decisamente discreta.
Se qualcuno mi incontra, non ho da dimostrargli qualcosa, non ho uno spettacolo da mettere in rappresentazione: sono una persona che va per la propria strada e, se le viene chiesta una parola, la dice.
Niente circo, niente illusionismi: ciascuno nell'officina della propria vita incontra il senso del proprio esistere e se sperimenta qualcosa di grande e unitario, e lo sperimenta, appartiene al suo intimo e lo protegge.

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