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La contemplazione del sentire

Più procediamo nella conoscenza e nella consapevolezza del nostro interiore, più l'attenzione si sposta dalla dimensione identitaria a quella del sentire; dalla consapevolezza dei corpi transitori, a quella del corpo della coscienza.
Le attività proprie e necessarie alla dimensione del divenire e dell'identificazione, lasciano il posto ad una decelerazione, al privilegiare lo stare sul fare, ad un generale darsi tempo.
E' la condizione dell'ascolto che sostituisce quella del proporsi e dell'essere protagonista.
E' l'imporsi della dimensione contemplativa che allarga la propria percezione sull'interiore e sull'esteriore superandone le fittizie separazioni.
L'ascolto diviene minuto, particolare, attento e, nel contempo, complessivo, globale, unitario.
Da un punto di vista esteriore, sempre minore è l'interesse per il fare, sempre di più lo spazio esistenziale riservato allo stare.

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