Il valico rappresentato dagli intensivi

Si può percorrere il Sentiero contemplativo in diversi modi, con diverse intenzionalità, scendendo a profondità molto differenti della esperienza d'esistere e d'essere che esso propone.
La partecipazione può avvenire tramite gli incontri individuali, la partecipazione ai gruppi, la frequentazione degli intensivi.
Noi preferiamo la situazione in cui le tre opzioni vengono sperimentate con continuità, ma non c'è vincolo e ciascuno risponde alla propria coscienza.
Negli anni abbiamo visto che le trasformazioni più grandi avvengono quando la persona non si risparmia, quando pone domande su sé e sulla vita e non teme le risposte; quando organizza il proprio tempo e si libera per la pratica della meditazione, o per un gruppo e, infine, quando prende il ritmo degli intensivi.
Ogni due mesi tirarsi fuori dal mondo ed immergersi totalmente in un piccolo stare privo di scopo, gratuito.
Ogni due mesi scegliere il deserto, deliberatamente, ritrarsi in sé: ascoltare, osservare, accettare, rendersi disponibili.
L'esperienza degli intensivi è un valico: prima del valico ci stai provando; superato il valico entri in una dimensione d'esperienza altra, sei disposto a scelte scomode, faticose pur di fare i conti con te, con il tempo, con la routine, con l'altro, con le gioie e le fatiche di una tre giorni che non concede niente al rosario dei bisogni personali.
Colui che ha valicato, è entrato in relazione con l'archetipo del monaco in sé: dedizione, fedeltà, accoglienza, impegno, affidabilità, disponibilità a non fuggire di fronte a sé, queste le sfide e le possibilità che si aprono, che dagli intensivi vengono attivate per essere esercitate nel quotidiano.