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Biografie, i tracciati esistenziali personali

E' possibile in una situazione di gruppo porre al centro i tracciati esistenziali personali senza cadere nel limite dell'analisi psicologica con il corollario del lamento e del vittimismo?
E' possibile mantenere alta l'analisi e nel contempo non correre il rischio di essere vaghi, generici e superficiali?
Rispondo di sì se, scrupolosamente, si mantiene lo sguardo focalizzato sui simboli: tutto parla di ciò che una coscienza va imparando e tutto, nel quotidiano fatto di azione e intenzione, è simbolo che svela quell'apprendere.
Il gruppo nel suo insieme vigilerà affinché non venga introdotto il dettaglio personale se non nei casi in cui è portatore di una valenza simbolica specifica: spetta alle persone che si espongono sapere cosa va detto e cosa va protetto; spetta a chi guida, orientare; spetta all'organismo nel suo insieme autoregolarsi ponendo le domande adeguate, offrendo le risposte possibili nel contesto.
In sé, Biografie, non è un momento di analisi personale in una situazione di gruppo: è un momento di analisi esistenziale in una condizione comunitaria costituita da fratelli e sorelle che condividono un metodo e un fine.


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