Archivio di post dal giugno 2015 all'aprile 2016.
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Il nostro cammino

Per ragioni sue, la vita ha condotto qui un certo numero di persone.
Non sento di essere investito di una responsabilità particolare: se questo la vita ha operato, questo riguarda lei, non me.
Sento che ciò che mi compete è mettere a disposizione il compreso, non nascondendo il limite.
Operando questo in una condizione di riservatezza e di protezione.
Desidero proteggere il nostro cammino, custodirlo; renderlo intimo, fraterno, silenzioso.
A suo tempo, abbiamo parlato di un nuovo monachesimo: laico, fondato sulla conoscenza, consapevolezza, comprensione; immerso nella vita e nel contempo profondamente disidentificato.
Questo stiamo costruendo: persone consapevoli, senza nulla da mostrare, attente al loro quotidiano minuto, disposte ad imparare da ogni fatto del loro vivere, dedite all'unificazione interiore.
Persone che lasciano tracce di sé nella minor misura possibile.
I gruppi, gli intensivi, la vita della comunità (Biografie) rappresentano i crocevia di questi viandanti, di questi monaci, di questi tracciati d'esistenza: dal mondo giungono, al mondo tornano e, nel mentre si incontrano rafforzano e consolidano la personale motivazione, l'allineamento interiore, il risiedere nell'essenziale.
Nella discrezione e nel silenzio, perché ciò che accade è nell'intimo e non ha bisogno di essere mostrato.
Abbiamo chiuso una fase del nostro cammino, quella del seminare, del proporre, dell'esporci: la vita è stata generosa, i granai sono pieni
Ne abbiamo aperto un'altra: quella dell'approfondire, del risiedere, dell'unificare.
Questa nuova fase richiede concentrazione di forze e di intenti, costanza e dedizione. Perseveranza.

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