L'impossibilità di tenere assieme la rappresentazione

E' accaduto durante l'ultimo Essenziale qualcosa che è lì da tempo, in varia forma si è manifestato, ma sabato, complice un'influenza, in modo più eclatante ha preso forma.
Ve ne parlo in forma di appunti, l'influenza è al culmine, la chiarezza relativa, i lampi di intuizione importanti.

Se non c'è più una rappresentazione dentro cui il soggetto si sente coinvolto e compromesso, che cosa c'è? Se viene meno l'identificazione con i processi del proprio ruolo nella rappresentazione, cosa rimane?
Il piccolo e semplice accadere. Un onda sale, un onda scende. Una parola nasce, una parola muore. Un gesto s'innerva, un gesto scompare.
Questa diviene la realtà quando non c'è più identificazione, quando il soggetto scompare e non si può più dire che abbia una vita sua.
Non c'è più una vita, ci sono semplicemente fatti.
Se la situazione ambientale è quella di sabato, un gruppo, possono accadere due cose:
- che ciò che accade è un insieme, non necessariamente coerente, di fatti che sorgono attimo dopo attimo da un silenzio di fondo che pervade l'emittente e l'ambiente tutto;
- che i fatti che sorgono sono provocati da domande e, se le domande non ci sono, il silenzio tende ad espandersi e a coprire tutta la realtà.
Sabato c'è stato dell'uno e dell'altro.
Questo è ciò che sta accadendo e che vi mostro perché vi servirà per le vostre vite e per la nostra comune: cosa sarà in futuro non so dire, ma questa è la direzione.