Archivio di post dal giugno 2015 all'aprile 2016.
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Tutto ci è dato, tutto ci è tolto

Questa è la fonte preziosa di quell'acqua che disseta:
Casta, per purificare,
Forte, per trascinare,
Umile, per esaltare.
Se sei venuto per bere, attingi di quest'acqua sì rara nel deserto; se non hai sete, fatti da una parte e cedi il posto.
Quest'acqua è aurea, ma è più preziosa ancora dell'oro. Conservala dunque gelosamente e non sprecarla, perché la via è lunga e solatia.
Odi il dolce rumore dello zampillo, ma non esserne incantato, non sia per te come sirena per il navigante.
Guarda come cristallina è la polla; puoi specchiarti ed acconciarti l'abito, ma non essere novello Narciso.
Immergi il tuo corpo nella freschezza di quest'acqua, ma sii pronto ad uscirne come se fosse sterco.
Eppure essa è preziosa, più ancora del cibo nella carestia.
Prendi dunque nell'abbondanza per non essere povero nella carestia e bada di non barattare l'oro per l'orpello.
Leggi ed intendi che cosa è scritto con caratteri di fuoco sulla fonte. La voce risuona, ma il tuo orecchio non l'ascolta;
la mano scrive sulla sabbia del deserto ma, se attendi domani, il vento avrà tutto cancellato e non potrai più leggere.
La meteora attraversa il cielo: alza la testa subito, se vuoi vederla; fra pochi istanti sarà consumata nel suo stesso fulgore.
Le Sue mani sono protese nell'aiuto innumerevoli volte, perché immensa è la Sua pazienza, poi - improvvisamente - si ritraggono.
Allora ascolterai, ma sarà il silenzio; cercherai di vedere, ma la sabbia sarà muta ed il cielo buio, né il pianto, né la tua grande disperazione potranno richiamare l'occasione perduta.
Estratto dal libro "Dai mondi invisibili, incontri e colloqui" ripropongo questo brano; uno stralcio di quella che è stata la presentazione di Kempis alla filosofia del Cerchio Firenze 77.

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