Archivio di post dal giugno 2015 all'aprile 2016.
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Una transizione

E' giunto al capolinea un modo di condurre avanti il paradigma.
Al capolinea non c'è il paradigma stesso, ma il come e il chi e il perché alimentarlo, proporlo, esporlo, renderlo ogni giorno vivo.
Un compito di tutti ora reso più evidente: se chi guida fa un passo indietro, tutti gli altri debbono decidere come ricollocarsi.
Si legga la pagina: Questo mese. In essa viene delineato un orizzonte, alcune situazioni vengono offerte, altro deve essere creato da chi ha una motivazione.
Il passaggio dalla formazione attiva al nutrire semplicemente il cammino, non è passaggio da poco.
In 22 anni abbiamo sviluppato una pedagogia e una didattica attiva, ma poche risorse abbiamo riservato al semplice stare, semplice vivere, semplice incontarsi alla luce dei sentire condivisi.
Questo c'era, ma sempre connesso con il progetto formativo e il suo dispiegarsi.
In una situazione come quella di ieri, sabato, sebbene il tema fosse la meditazione e l'atteggiamento meditativo, l'intenzione che muoveva chi conduceva non era quella di fare formazione: era quella di creare uno stato di coscienza condiviso e in esso risiedere utilizzando il tema come pretesto.
Le menti hanno sempre bisogno di imparare qualcosa e la loro domanda, la loro pressione, non è difficile da avvertire.
Voglio io assecondare le menti? No, evidentemente. Voglio creare un brodo di cottura, un incontrarsi di coscienze, un riconoscersi di umani privi di barriere che stanno e condividono il piccolo presente che accade.
Umani che non stanno insieme per costruire, per imparare, per divenire: umani che si incontrano per stare, per essere, per confermare l'essere centro del loro esistere.
Questo è quello che posso fare io, quando ci sono io: situazioni di vita nell'essere che, naturalmente, sono anche formative, ma senza quella priorità.
Altri possono sviluppare altro: pratiche, didattiche, conoscenze. Ciascuno liberi se stesso e si assuma le proprie responsabilità.
La piccola nicchia, piccola e non esaustiva che vado ad occupare, ha bisogno di un tempo per perfezionarsi: di incontro in incontro diverrà più chiaro quello che posso fare con voi, la forma e la sostanza di quel nostro stare mensilmente assieme.
Ho bisogno di tempo, e delle vostra pazienza, finché tutte le forze saranno sistemate e il tutto fluirà in armonia.

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