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Giovedì

Nei giorni dell'intensivo il soggetto fa esperienza solo dell'essere neutrale: vastità, potenza, unità non hanno colorazione umana.
La funzione che il soggetto deve assolvere durante l'intensivo permea tutta la consapevolezza: durante le sessioni emerge un contenuto con la vastità e la potenza che il contenitore, l'organismo, permette; fuori dalle sessioni, solo una vaghezza neutrale.
I giorni successi alla domenica, la chiusura, sono i giorni della fragilità e della inabilità ad ogni cosa.
Giovedì si affaccia prepotente l'esperienza dell'amore/compassione: è come se, dopo lo sceccheraggio dei corpi, questi si chiarificassero e facessero emergere il contenuto fruibile all'umano di quella vastità neutrale sperimentata durante l'intensivo, presente ancora, ma coperta dallo stress, nei giorni successivi a questo.
Il giovedì è il giorno della vita unitaria liberata dalla funzione ricoperta durante l'intensivo: senza più la funzione, ciò che la provocava e la determinava, appare nei codici umani suoi propri, fruibili e decodificabili.

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