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Quanto si può adattare un insegnante?

Quanto si può adattare un insegnante alle esigenze e ai limiti di comprensione dei suoi allievi?
In una misura limitata e relativa oltre la quale tradirebbe/offuscherebbe il proprio sentire e la funzione che la vita gli ha dato modo di espletare.
L'insegnante può, e credo debba, costruire una filosofia, una pedagogia ed una didattica del proprio sentire conseguito, di quella dimensione che genera intimamente la sua funzione.
Se non lo fa, non dispiega l'estensione possibile della frequenza che emette.
Il ricevente, l'allievo, compie il cammino volto a sintonizzarsi su quella frequenza, se di essa coglie la necessità esistenziale: se non ha, non possiede per comprensioni acquisite, quelle estensioni, sta dedicando le sue energie e il suo tempo a qualcosa cui non ha accesso e che non gli è necessario in quella forma e in quel tempo.
Trasmittente e ricevente non si incontrano e non costruiscono relazione, né mutuo apprendimento: l'insegnate cerca di travasare ciò che il contenitore non può contenere e l'allievo cerca di contenere ciò che in fondo non gli necessita in quella stagione del suo sentire.

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