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Giovani e vecchi

Ricordo che mio padre, da buon contadino, prima di sedersi a tavola provvedeva sempre agli animali: solo quando loro avevano mangiato, che fossero mucche, cani o gatti, si mangiava noi.
Quando gli animali erano a posto e i loro bisogni accuditi, l'umano si fermava e provvedeva a se stesso.
Non capivo niente allora, vedevo solo me stesso e le mie pretese: lui era solo un vecchio con le sue incombenze e le sue manie.
Oggi non affiderei mai una società ad una classe dirigente di soli giovani, di soli uomini, di sole donne, di soli vecchi, di soli politici o di soli tecnici, di soli intellettuali o di soli operai: mi è chiaro che ogni età ed ogni disposizione di genere, ogni professione ed ogni orientamento interiore sono ricchezze di cui una società, un'azienda, una famiglia non debbono privarsi.
L'unità armoniosa è il frutto della varietà, della differenza, della creatività.

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