La meraviglia del cammino esistenziale di ciascuno

Quando abbiamo impostato la Via del monaco la nostra intenzione non era quella di creare una struttura e un sistema di doveri e di vincoli, ma quella di tessere una rete di relazioni, di presenze, di attenzioni e di dedizioni che alimentassero e sostenessero vibratoriamente l'organismo.
Una comunità di collaboratori efficaci che collaborasse nel lavoro personale del non compreso, che fornisse strumenti e supporto, che accompagnasse e fosse amica, che permettesse di relativizzare il contingente per dedicarsi più proficuamente al lavoro spirituale.
A noi non interessava creare una organizzazione, una struttura; volevamo dar vita ad una officina esistenziale sostenuta dall'intenzione di molti e da essi alimentata.
Quindi l'intenzione prevedeva anche una serie di consigli , di suggerimenti, di incitamenti, certo, quelli necessari a tenere aperta l'officina e le relative pratiche minimali di presenza e dedizione: il tutto era funzionale ai processi di conoscenza-consapevolezza-comprensione.
Un procedere assieme nella libertà che prevedeva alcune indicazioni per renderlo proficuo.
Al centro c'era e c'è la meraviglia del cammino esistenziale di ciascuno, vera unicità.