L'aiuto più efficace attraverso l'offerta degli strumenti di conoscenza

Leggendo "Il discepolato nella nuova era" le parole del Tibetano portano un'impronta chiara: gruppi di discepoli che, in virtù dell'evoluzione conseguita, esercitano il loro servizio al mondo accompagnandone, sostenendone e illuminandone i processi con l'amore, con la conoscenza, con la dedizione.
Diverso mi sembra l'approccio suggerito dal Cerchio Firenze 77 e dal Cerchio Ifior, pur appartenendo tutti alla grande corrente teosofica: l'accento non viene posto quasi mai sul servizio al mondo, ma sui processi di conoscenza, consapevolezza, comprensione personali dai quali sorge il cambiamento personale e, come conseguenza diretta, quello sociale.
Per la conformazione della mia natura, sono incline ad incarnare la seconda via piuttosto che la prima: so che se cambio io, tutto cambia attorno a me.
Quando mi si propone la meditazione per il mondo, o per il pianeta, la meditazione e la preghiera per l'altro in difficoltà il mio disagio si fa palese; questo non perché io non ritenga proficua quella pratica, ma perché non la ritengo risolutiva.
Non ritengo che il mondo sia sbagliato, né che vi sia sofferenza che non abbia in sé le potenzialità per essere superata appoggiando sulle risorse dell'interessato, e dunque la questione, dal mio punto di vista, è una sola: fare in modo che ciascuno possa avere gli strumenti consapevoli per affrontare la situazione esistenziale nella quale si trova.
Non ho dunque interesse per un aiuto vibrazionale, ma per uno che coinvolga pienamente l'individualità in questione se da essa richiesto.
Se da essa richiesto, sottolineo, ovvero se essa comprende la situazione nella quale è e si attiva per risolverla, allora la sua coscienza le fornirà tutti i collaboratori umani che le necessiteranno.
Qui va precisato: sempre una coscienza mette a disposizione varie alternative, tra cui il sostegno di diversi agenti, e quindi non c'è situazione in cui un soggetto non abbia il necessario.
Il problema è che quel soggetto a volte quel necessario non lo vede, o non lo vuole: ecco perché affermo che è necessario il passaggio del divenire consapevoli e del chiedere, dell'adoperarsi per l'aiuto che ci abbisogna.
Ciò detto, ritengo che coloro che hanno interesse al lavoro vibrazionale di sostegno all'umanità, facciano una pura azione di bene.