Tra amore e dovere, la Tua volontà

Raramente è accaduto che qualcuno mi chiedesse cosa avevo da dare; frequentemente mi è stato chiesto di rispondere ad un bisogno, ad una esigenza altrui.
Ho cercato di rispondere, anzi, per poter rispondere all'esigenza dell'altro ho cercato di ampliare lo spettro di ciò che conoscevo, delle competenze che possedevo.
Ho studiato, sperimentato, verificato per trovarmi preparato di fronte alla domanda possibile, di fronte alla vita dell'altro che bussava.
L'ho fatto per amore, di questo sono certo; non per gratificazione o per guadagno, ma per aiutare il più efficacemente possibile.
In questo complesso intrico tra amore e dovere, è rimasto indietro ciò che avevo di mio come dotazione naturale, come bagaglio acquisito, come nota incarnativa: non è servito a nessuno lo sguardo contemplativo sulla realtà, il silenzio che attraversa una mente, lo scomparire.
Ho offerto ciò che mi hanno chiesto, quasi mai ciò che sono, ciò che ho compreso di più complesso e alto.
Se questo è stato, questo evidentemente poteva essere, la vita ha attinto non il possibile, ma il necessario: non ciò che avrei potuto dare, ma ciò che Tu hai voluto attingere da questa vita.
Qui finiscono tutti i discorsi.