Imparare a misurarsi con il vasto

Viviamo gran parte delle nostre vite schiantati sull'ordinario feriale, con un tasso di identificazione da relativo ad alto.
Nella Via del monaco cerchiamo di operare diversamente, cerchiamo di coltivare l'unitario e il vasto che sorge da un basso, o da un assente tasso di identificazione.
La Via del monaco non è l'ambito in cui coltivare la propria centralità, è semmai la disposizione che, dalla disconnessione del proprio personale punto di vista, conduce alla visione ampia, al sentire non condizionato.
Sarà necessario un lungo lavoro di decondizionamento, un aiuto reciproco nella chiarezza e nella sincerità: dovremo dirci reciprocamente quando ci siamo persi, quando il particolare identitario ci oscura la vista.
Dovremo aiutarci a volare più alto tenendo comunque insieme il divenire e l'Essere: non sarà facile, e so già che le nostre identità protesteranno perché si sentiranno messe da parte e diranno: "Questo è astratto, non lo sento nella mia vita!" e so anche che crederemo a queste e simili fesserie perché, in effetti, l'identificazione non ci permette di vedere e di sentire qualcosa che non sia l'ordinario ego-centrato della mente-identità.